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Le rubriche

I libri

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Claudia Myriam Cocuzza
La partita di Monopoli
Bacchilega Editore

Nel tranquillo borgo marinaro di Castellace, a pochi chilometri da Taormina, accade un fatto che sconvolge l’intera comunità: l’omicidio di Rosa Squillace, facoltosa ereditiera e titolare dell’azienda agricola La zagara.
Un enigma su cui viene chiamato a investigare il maresciallo dei carabinieri Stefania Barbagallo, la quale dovrà dividersi tra l’indagine, complessa e piena di risvolti imprevisti, e la sua travagliata vita personale, in cui figurano il marito assente, un matrimonio in crisi e la gestione delle due figlie della coppia. Le indagini sono così intricate che il maresciallo avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile per venirne a capo; in particolare le sarà molto utile il supporto della sua storica amica Clara, la farmacista del borgo. La faccenda è resa ancora più complessa dal coinvolgimento nelle indagini di una ex amica di Stefania, nonché figlia della vittima: la bellissima Sara. Ancora troppo “issima” nonostante il tempo trascorso. Le due donne, infatti, frequentavano la stessa classe ai tempi del liceo e, tra di loro, qualcosa ancora sembra irrisolto. La partita di Monopoli narra di amori, passioni, tradimenti e vessazioni subite che, fino all’ultimo, sono in grado di cambiare la vita dei personaggi. Un rompicapo apparentemente senza regole che ricorda una partita di Monopoli, in cui vince chi sa imbrogliare di più.

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Adriano Moraglio
L’impronta delle donne
Rubbettino editore

Grazie alla penna di Adriano Moraglio, sette donne raccontano in prima persona la loro esperienza lavorativa, fondamentale per lo sviluppo delle imprese di cui si sono occupate. In tutta Italia, in varie fasi della loro vita, si sono dedicate allo sviluppo delle aziende del marito, del suocero, del fratello, del compagno o semplicemente del proprio socio, spesso rinunciando alle loro carriere, con grandi risultati.
Con i racconti di Edolinda Di Fonzo delle penne Aurora, Fausta Colosimo della Torrefazione Trucillo, Lisa Insole di Dormiflex, Monica Fantoni della Löwengrube, Carla Bosio degli Antipasti Galfrè, Annalisa Mancino della Manganorobot e Maria Stefania Peduzzi della Pasta Rustichella, è interessante notare che nessuna di loro è stata “obbligata” a fare queste scelte di vita, tutte l’hanno fatto con grande passione e dedizione, ma il loro contributo è stato fondamentale ed è importante conoscerlo e riconoscerlo, magari per trarne ispirazione.

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Ippolito Edmondo Ferrario
I Diavoli di Bargagli
Fratelli Frilli Editori

Raul Sforza è conosciuto nel mondo dell’alta finanza non solo per la sua abilità nel districarsi nelle situazioni più complesse e ingarbugliate e realizzare così guadagni, non sempre leciti  (ma di sicuro profitto) ma, soprattutto, per i suoi modi irritanti e meschini nel trattare l’essere umano con disprezzo (raramente incontra qualcuno degno della sua stima) e nel scovare e utilizzare tutti gli scheletri racchiusi negli armadi dei suoi avversari (o uomini di Stato) per servirsene a proprio piacimento attraverso il ricatto. Ma la sua vita è tutt’altro che mondana. Lontano dai riflettori, si divide tra la sua antica dimora milanese, nel cuore di Brera, e l’amata Bonassola, in Liguria.
La vita del banchiere è stata caratterizzata da tragedie mai superate che lo hanno portato a celare dentro di sé diversi lati oscuri e mai risolti. A richiamarlo verso il passato una vecchia conoscenza che lo lega proprio ai suoi legami più intimi e ai suoi ricordi più lontani: l’ex maresciallo dei Carabinieri Carmine Russo, tramite una missiva sbrigativa e scevra di dettagli. Nel messaggio solo la richiesta di un incontro e un indirizzo dove trovarlo. Nessun commento, spiegazione e nemmeno un numero telefonico per potergli parlare. Inizia così il viaggio dello Sforza insieme al suo fedele, quanto scontroso, autista Amedeo, tra le strade impervie dell’entroterra ligure, in particolare nella zona di Bargagli.
Il ritrovamento del cadavere martoriato dell’ex maresciallo Russo e l’inaspettata conoscenza di uno spiantato giornalista di cronaca locale, Diego Casazza, lo trascineranno in un’indagine del tutto personale che porteranno il banchiere a occuparsi dei misteriosi delitti attribuiti al “Mostro di Bargagli” che, dal 1945, terrorizza gli abitanti della zona che comprende il borgo dell’alta Val Bisagno dell’entroterra genovese e che mai ha trovato soluzione.
“Il banchiere nero”, da tempo indifferente a ogni tipo di morale e dotato di un innato cinismo, riuscirà, grazie anche a metodi del tutto personali, a far emergere la verità all’interno di una comunità che da oltre 50 anni ha vissuto di omertà e di silenzi. Verità scomode e inconfessabili che si intrecciano con il suo passato e che, dopo tanto tempo, troveranno le risposte.