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Le rubriche

I film e gli spettacoli

Il tuo ex non muore mai
Un divertente film d’azione e spionaggio in cui le protagoniste sono due donne “normali”, non troppo bellocce alla James Bond o troppo fredde e razionali come in Nikita.
Audrey (Mila Kunis) è stata lasciata con un messaggio sul cellulare dal fidanzato Drew (Justin Theroux) e cerca di farsene una ragione grazie anche alla vicinanza della sua migliore amica.
Il problema inizia quando Drew ricompare, dichiarando di amarla ma, proprio mentre le consegna una strana statuetta dicendole che deve essere assolutamente consegnata a Vienna per evitare una catastrofe, viene ucciso. Che fare? Il primo istinto sarebbe quello di ignorare la questione ma, proprio mentre Audrey sta raccontando la vicenda in macchina alla sua migliore amica, Morgan (Kate McKinnon), si accorgono di essere inseguite.
Come dice Morgan, a questo punto la scelta è tra “Essere uccise senza aver visto l’Europa o essere uccise dopo aver visto l’Europa” … Inizia così la grande avventura, che porta le due donne in varie località europee, tra equivoci di ogni genere, in cui è coinvolto anche un vero 007 inglese, Sebastian (Sam Heughan).
La differenza dei caratteri delle due donne (tranquilla e riflessiva Audrey, impulsiva e avventurosa Morgan) insieme alla loro grande amicizia è il filo conduttore di questo film pieno di sorprese sino ai titoli di coda… e oltre!
Diretto da Susanna Fogel, “Il tuo ex non muore mai” sarà nelle sale a partire dall’8 agosto.

Skyscraper
Grandi effetti speciali, tensione e divertimento per “Skyscraper”, il film d’azione scritto e diretto da Rawson Marshall Thurber che vede come principale protagonista Dwayne Johnson nei panni di Will Ford, un ex capo della sezione Recupero Ostaggi dell’FBI che, dopo una missione fallimentare in cui ha perso una gamba, si è ritirato a vita privata e si occupa di valutare la sicurezza dei grattacieli.
Trascorsi dieci anni dall’incidente, con una gamba in meno e una moglie e due figli in più, viene chiamato a Hong Kong per attestare la sicurezza del Pearl, un edificio di oltre 200 piani e quindi il più alto al mondo, con una bellissima forma avvolgente e decorato, sulla cima, da una grande sfera, la “Perla” da cui prende il nome.
Tutto procederebbe senza problemi, se l’edificio non venisse coinvolto da un attentato terroristico provocato per ricattare il proprietario e creatore del grattacielo, Zhao Long Ji, perché, come dice uno dei protagonisti, “metti a fuoco la casa di un uomo e scoprirai cosa ama veramente”.
E Will, che nel frattempo era stato allontanato dall’edificio, ama sopra ad ogni cosa la sua famiglia, intrappolata sopra ai piani incendiati e, ovviamente, farà ogni sforzo per salvarla, aiutato anche dalla moglie (Neve Campbell): i due combatteranno fino alla fine per mettere in salvo i loro cuccioli, con la forza della disperazione che porta a superare ogni ostacolo, anche quelli apparentemente insuperabili.
Colpi di scena, effetti speciali, cambi di prospettiva e un pizzico di umorismo (forse a volte involontario…) lo rendono un film divertente e coinvolgente.
Distribuito da Universal Pictures, Skyscarper sarà nelle sale a partire dal 19 luglio.

12 soldiers
Un po’ meno retorico dei soliti film di guerra americani, “12 soldiers” è ispirato alla reale missione compiuta nel 2001 da una squadra di 12 “Berretti verdi” che, all’indomani dell’attentato alle torri gemelle, si offrirono volontari e si infiltrarono in Afganistan per affiancare uno dei signori della guerra, Abdul Rashis Dostum, nella sua lotta ai talebani.
Scontro di culture e di mezzi, che però devono convergere per un fine comune: da una parte gli afgani, con Dostum, che conoscono a fondo il loro territorio, su cui è possibile muoversi solo con mezzi “antichi” come il cavallo o a piedi, dall’altro gli americani, con a capo il capitano Mitch Nelson, con le loro bombe intelligenti e la loro tecnologia, inutile però su un terreno sconosciuto. Al centro i talebani, dotati di grandi mezzi tra cui carri armati e missili.
A poco a poco i due uomini impareranno a conoscersi e a rispettarsi, mettendo ognuno in campo le proprie forze, le proprie conoscenze e la propria umanità, e riusciranno a costruire un pezzetto di storia.
La missione è rimasta segreta per molti anni, per questo motivo non se ne avevano avute notizie, e i 12 uomini riuscirono a tornare tutti a casa, mentre Dostum è il vicepresidente della Repubblica Islamica dell'Afghanistan dal 2014.
Con la regia di Nicolai Fuglsig e distribuito da Leone Film, “12 soldiers” sarà nelle sale a partire dall'11 luglio.

Muse
Solo il 12 e 13 luglio sarà possibile assistere nelle sale italiane e in contemporanea in quelle mondiali (elenco delle sale su www.nexodigital.it e www.musedrones.film) a "Muse: Drones World Tour", girato e registrato durante diverse date del tour effettuato dalla band di rock alternativo inglese nel 2016.
Il film concerto, diretto da Tom Kirk e Jan Willem Schram, presenterà alcuni dei più grandi successi della carriera dei Muse tra cui "Psycho", "Madness", "Uprising", "Plug in Baby", "Supermassive Black Hole" e "Knights of Cydonia” oltre ad effetti speciali mai visti prima che rispecchiano il livello della produzione scenica creativa che i fan dei Muse si aspettano, offrendo un'incredibile esperienza sensoriale, con droni che volano in mezzo al pubblico, proiezioni di dimensioni giganti ed elaborati effetti laser.

A quiet passion
Un delicato ma preciso ritratto non solo di una grande poetessa, Emily Dickinson, ma anche di un’epoca e di un ambiente.
“A quiet passion” traccia La biografia della “donna” Emily, con tutte le sue contraddizioni e le sfaccettature di un carattere a tratti difficile: da una parte “quiet”, tranquilla, legata alla sua casa e alla famiglia, da cui non si separerà fino alla morte , avvenuta a cinquantasei anni nel 1886 a causa di una grave malattia ai reni, dall’altra “passion”, passionale, con momenti di rivolta alla rigida morale puritana dell’epoca (talmente rigida che la moglie del pastore si dichiara “astemia” perché non beve neppure il tè ma solo acqua!), concedendosi tra l’altro un amore casto ma appassionato verso il pastore della chiesa locale….
Questa duplicità è ripresa anche dalla doppia interpretazione di Emily: Cynthia Nixon quando è giovane e Jennifer Ehkle per gli anni della maturità.
Il ritratto è completato dalla lettura, fuori campo, di alcune delle più belle poesie di Emily, che vengono così contestualizzate e la rendono ancora viva e attuale.
Diretto dall’inglese Terence Davies, il film sarà nelle sale a partire dal 14 giugno.

Ogni giorno
In “Uno, nessuno, centomila” di Pirandello il corpo fisico era uno solo, ma centomila i modi in cui gli altri lo vedevano. Nel surreale “Ogni giorno”, invece, uno è il modo in cui è il protagonista e centomila i corpi in cui si presenta.
Tratto dall’omonimo romanzo di David Levithan, il film è un racconto sulla scoperta dell’amore da parte di Rhiannon, una ragazza sedicenne, e di un personaggio misterioso, “A”, che ogni giorno si incarna nel corpo di una nuova persona, senza mai sapere quale. In quel corpo vive un’intera giornata, cercando di non sconvolgerne troppo la quotidianità: non sa mai di che sesso sarà, di che colore, in quale città, l’unica cosa certa è l’età, che non cambia. Ed è così che ogni mattina, al risveglio, come prima cosa si guarda le mani, per capire chi è.
Tra i vari corpi, un giorno entra in quello del ragazzo di Rhiannon, Justin (Justice Smith) e tra i due nasce una profonda sintonia, che porterà “A” a cercare di rivedere la ragazza anche nei giorni successivi, rivelandole a poco a poco il suo segreto e facendoli innamorare. Romanticamente, però, l’accento è posto sull’importanza dell’incontro tra anime, tra persone affini nello spirito, e non nel corpo, portandoci a riflettere, in una società tanto basata sull’apparenza, sul fatto che quello che conta di più è ciò che ognuno ha dentro di sé e non fuori.
Interpretato dall’attrice australiana Angourie Rice e da una quindicina di ragazzi e ragazze in quello di “A”, diretto da Michael Sucsy e distribuito da Eagle Pictures, “Ogni giorno” sarà nelle sale a partire dal 14 giugno.

Due piccoli italiani
Stralunati, teneri, improbabili come le avventure e i personaggi cui vanno incontro: sono “I due piccoli italiani”, Salvatore (interpretato da Francesco Colella) e Felice (Paolo Sassanelli, che del film è anche regista e sceneggiatore).
Vivono in una casa protetta in un paesino della Puglia: Salvatore ne “evade” ogni tanto, per svolgere piccoli lavori all’esterno, mentre Felice lascia passare i giorni, ricordando con nostalgia la mamma. Tra i due il legame è fortissimo tanto che quando Salvatore, dopo aver colpito un inserviente in uno scatto d’ira, fugge, porta con sé anche Felice.
E lì inizia l’avventura: tra mille peripezie i due attraversano l’Europa, raggiungono l’Olanda dove conoscono Anke (generosa, e non solo nelle forme, ma altrettanto difficile da classificare come “normale”) e approdano infine in Islanda, sempre in fuga e sempre alla ricerca della madre di Felice.
La troveranno? Quello che è certo è che troveranno la felicità, la voglia di vivere che avevano perso nella casa protetta, la voglia di reagire e di emozionarsi e si preparano ad affrontare una nuova vita. Ed è già molto.
Distribuito da Keyfilms, “Due piccoli italiani” sarà nelle sale a partire dal 14 giugno.

Tito e gli alieni
Delicato e leggero come le ali di una farfalla, pieno di poesia: è la sensazione che suscita la visione di “Tito e gli alieni”, con uno stralunato Valerio Mastandrea, il “Professore”, che vive nel deserto del Nevada ai confini della famosa Area 51, la zona dove alcuni sostengono siano scesi gli alieni e dove il governo statunitense ha basi segrete in cui si studia il fenomeno.
Isolato dal mondo, quindi, cui lo lega solo l’arrivo di tanto in tanto di Stella, un’improbabile wedding planner che organizza matrimoni “in stile alieno”. Nel deserto, il professore dovrebbe far parte di un progetto per captare suoni dallo spazio, ma in realtà sta cercando di ritrovare il suono, colto solo per pochi istanti anni prima, della voce della moglie defunta.
Un giorno la pace è interrotta dall’arrivo di un DVD del fratello Fidel, che prima di morire gli affida i due figli, Tito (qualche eco di nostalgia del passato, in questi due nomi?) di 7 anni e Anita, di 16, già orfani di madre. Ma mentre la ragazzina vede il mondo già come un’adulta, senza troppe illusioni, e vorrebbe fuggire, il piccolo “sa” che lo zio riuscirà a farlo parlare con il padre nell’aldilà: in fondo anche il padre usando la fotografia della mamma come un cellulare riusciva a parlare con lei e a trasmettere il suo amore ai figli!
Tra piccoli misteri e grandi sogni, a poco a poco zio e nipoti scopriranno che il ricordo è ciò che mantiene sempre vivi i nostri cari dentro di noi, cambiando così non solo il loro ma anche il nostro modo di affrontare e superare il dolore e la lontananza delle persone amate.
Senza facili pietismi, ma con una sottile vena di umorismo che pervade tutto il film, “Tito e gli alieni” è diretto da Paola Randi e, distribuito da Lucky Red, sarà nelle sale a partire dal 7 giugno.