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Le rubriche

I film e gli spettacoli

Trash
L’uscita era prevista per lo scorso mese, ma l’attuale situazione ha costretto a rimandare l’uscita nelle sale di questo divertente ma intelligente disegno animato che appassionerà grandi e piccoli grazie ad un racconto che ribalta completamente l’ottica con cui guardare il riciclo, che non è più un “problema” ma un’”esigenza” degli oggetti da riciclare, una vera e propria risorsa per l’ambiente.
I protagonisti, infatti, sono Slim, una scatola di cartone, Bubbles, una bottiglia di bibita gassata e Spark, una scatola “portatore”, che racchiude al suo interno un giocattolo. Il sogno di Bubbles è quello di trovare la misteriosa “Piramide Magica”, un luogo mitico in cui i rifiuti potranno avere una seconda possibilità, per rinascere ed essere ancora utili a sé stessi e agli altri.
La loro ricerca non sarà facile, troveranno sul loro cammino amici e nemici, ma alla fine… non ci sarà una fine, ma una nuova vita.
Con una regia completamente italiana, di Luca della Grotta e Francesco Dafano, prodotto da Al-One Srl e distribuito da Notorious Pictures, Trash utilizza una tecnica di messa in scena mista, sfruttando ambienti reali e integrando successivamente i personaggi in CGI. Tutto viene vissuto ad altezza dei protagonisti, immergendo lo spettatore nel mondo rappresentato, con una fotografia realistica che rende più viva l’azione, dando risalto al mondo metropolitano e permettendo di esaltare i momenti epici della storia.

Sul più bello
L’importante è puntare alto e prendere la vita con allegria…. E la giovane Marta (Ludovica Francesconi) tiene ben presenti questi due punti per convivere nel modo migliore con una rara malattia genetica, la mucoviscidosi, che in particolari situazioni fa sì che i polmoni non possano funzionare.
Non certo bellissima, ma con due occhi vivaci che trasmettono allegria, divide l’appartamento con due amici, Jacopo (Jozef Gjura) e Federica (Gaja Masciale), che costituiscono la sua famiglia e che si occupano l’uno dell’altra con grande affetto.
Prima che la malattia degeneri (purtroppo in assenza di un trapianto dei polmoni porta alla morte), Marta decide di voler vivere il grande amore, ma non con un ragazzo qualsiasi, bensì con il ragazzo più affascinante della scuola, Arturo (Giuseppe Maggio). Dapprima lui, quasi costretto, accetta di invitarla a cena, ma a poco a poco scopre quello che la ragazza nasconde dietro la facciata, una grande forza di carattere e una meravigliosa visione positiva della vita. E le conseguenze porteranno davvero lo spettatore a capire che non bisogna mai arrendersi.
Con la regia di Alice Filippi e distribuito da Eagle Pictures, “Sul più bello” sarà nelle sale italiane a partire dal 21 ottobre.

La vita straordinaria di David Copperfield
Nell’immaginario collettivo, i romanzi di Charles Dickens sono cupi, tristi, descrivono una realtà spesso drammatica specialmente per i bambini. In realtà, per chi sappia leggere tra le righe come ha fatto Armando Ianucci, il regista di “La vita straordinaria di David Copperfield”, sono molti anche i momenti divertenti e fantasiosi.
Con un cast eterogeneo e improbabile per il periodo storico (la mamma del migliore amico di David, ad esempio, è una signora dell’alta borghesia ma dalla pelle decisamente scura…), ma perfetto nel suo insieme, la vicenda del giovane David diventa così universale, ad indicare che qualunque sia il colore della pelle (David è impersonato dall’indiano Dev Patel) con la forza di volontà, il coraggio ed un cuore buono ci si può riscattare e, anche nelle situazioni più difficili, si può arrivare al successo.
La vicenda è narrata dallo stesso David, che racconta la sua vita dal suo punto di osservazione (a partire dalla sua nascita, quando come se fosse uno spettatore assiste al parto della madre) e passa da un’infanzia felice, nella casa costituita da una barca rovesciata della cameriera Peggotty, al difficile periodo londinese, in cui il patrigno lo manda a lavorare nella sua fabbrica di imbottigliamento, attraverso una serie di alti e bassi sino alla catartica conclusione. Sin da piccolo, David ha infatti scritto i suoi pensieri, quasi come in una specie di diario, raccontando del padrone di casa, l’inaffidabile Mr. Micawber (Peter Capaldi) sempre in fuga dai debitori ma innamoratissimo della sua famiglia, della zia Trotwood (Tilda Swinton) apparentemente dura ma dal cuore d’oro, che ospita Mr. Dick (Hugh Laurie), convinto che lo spirito di Carlo V sia entrato nel suo corpo, della fidanzata Dora, che vede in ogni elemento che lo circonda, del viscido Uriah Heep (Ben Whishaw) e della coraggiosa e intelligente Agnes (Roaslind Eleazar), che diventerà sua moglie. E alla fine tutti quei pensieri si tramuteranno in un libro, che farà la fortuna di David e di tutti i suoi amici.
In una splendida ambientazione vittoriana, con caratteri magnificamente descritti, “La vita straordinaria di David Copperfield” distribuito da Lucky Red sarà nelle sale a partire dal 16 ottobre.  

Imprevisti digitali
A chi non è capitato (e non solo ai meno giovani) di avere problemi con la tecnologia, che a volte sembra avere una vita propria che supera quella “vera”?
E’ quello che accade ai tre protagonisti di “Imprevisti digitali”, improbabili vicini di casa in una cittadina francese, che si sono conosciuti durante una manifestazione dei gilet gialli ed hanno scoperto di avere molti punti in comune: Marie (Blanche Gardin), separata, con un figlio che vive con il padre ma che ama profondamente (tenerissima la scena in cui festeggia il compleanno del ragazzo, con tanto di torta con le candeline, davanti ad una sedia vuota), Bertrand (Denis Podalydès), che cerca in ogni modo di difendere la figlia dal cyberbullismo, e Christine (Corinne Masiero), tassista indipendente, ma… dipendente dalle serie TV, per cui anche il marito l’ha lasciata.
Le vite dei tre procedono abbastanza faticosamente, intrecciandosi, fino a quando interviene l’elemento scatenante: Marie, infatti, dopo una notte con uno sconosciuto, teme che alcuni scatti hard finiscano in rete, causando così il disprezzo del figlio, mentre Bertrand si innamora perdutamente della voce di una centralinista che lo chiama dalle Mauritius per proporgli servizi di ogni genere, mentre Christine non accetta che il suo punteggio come tassista sia così basso da farle perdere molti clienti. I tre si uniscono per cercare di risolvere i loro problemi, rivolgendosi ad un “guru” della tecnologia che si fa chiamare “God” e che li spingerà ad affrontare le loro paure e la tecnologia, che riserverà loro grandi sorprese.
Con molti momenti divertenti, qualche spunto per la riflessione e momenti di “magia”, i tre riscopriranno la loro vera umanità e, soprattutto, il grande valore dell’amicizia.
Con la regia di Benoît Delépine e Gustave Kervern, “Imprevisti digitati” distribuito da Officine Ubu sarà nelle sale a partire dal 15 ottobre.

Waiting for the Barbarians
Una tragica parabola che si può adattare ad ogni tempo e ogni luogo: da sempre il potere con la P maiuscola cerca scuse o improbabili giustificazioni per imporsi sui più deboli.
In un avamposto ai confini di un impero non ben definito, di fronte al deserto e alle montagne, la vita si svolge tranquilla, grazie anche all’opera del Magistrato, un uomo amante della cultura, dell’antichità e della pace. Un giorno, purtroppo, arriva il Colonnello Joll, con l’incarico di sconfiggere la minaccia rappresentata dai Barbari. Inutile cercare di dimostrargli che tale minaccia non esiste, il Colonnello è disposto a tutto, esercitando con crudeltà il suo potere, per sventare tale supposta minaccia.
Nessuna possibilità per il mite Magistrato, che anzi viene pesantemente punito per aver cercato di opporsi a tutta questa crudeltà. E quando, come spesso accade, i “poteri forti” fuggono per sottrarsi alle conseguenze dei danni da loro prodotti, solo il mite Magistrato avrà il coraggio di subire le conseguenze delle “loro” azioni.
Con l’interpretazione mite, ai limiti della codardia, di Sir Mark Rylance nei chiari panni del Magistrato e quella, senza alcun cedimento, di Johnny Depp nella sua tenuta scura (anche i colori e le luci hanno una grandissima importanza in questo film) che interpreta il Colonnello Joll, “Waiting for the Barbarians”, basato sull’omonimo romanzo di J.M. Coetzee, è diretto da Ciro Guerra e, distribuito da Iervolino Entertainment, sarà nelle sale a partire dal 24 settembre.

Guida romantica a posti perduti
L’antico adagio, Dio li fa e poi li accoppia, è perfetto per “Guida romantica a posti perduti”.
È il caso di Benno, giornalista inglese un po’ troppo dedito all’alcol, che vive in Italia raccontando ai suoi connazionali piccoli dettagli del nostro paese che conosce però solo superficialmente anche perché, dopo tanti anni, ancora si rifiuta di parlarne correttamente la lingua e di Allegra, una altrettanto improbabile blogger di viaggio che in realtà non ama uscire dalla propria casa e descrive solo con la fantasia, o meglio copiando testi altrui, i luoghi in cui presumibilmente sarebbe andata (avete mai notato come questo accada sovente, leggendo blogger di viaggio che spesso sono solo copia-incolla dello stesso testo ripetuto continuamente?).
I due si conoscono casualmente pur essendo vicini di casa e un giorno, altrettanto casualmente, partono per un viaggio che, attraverso luoghi abbandonati ma evocativi, li condurranno fino al paese natale di lui, in Inghilterra. Il viaggio è occasione, per i due, di scoprire non solo mondi perduti e sconosciuti ma, soprattutto, di mettere in luce le rispettive fragilità, dubbi e incertezze, fino al riscoprirsi profondamente simili. Un viaggio attraverso luoghi reali, che viene voglia di andare a visitare, ma soprattutto attraverso due spiriti e due anime molto meno diversi, nonostante la differenza di età (lui cinquantenne, lei probabilmente trentenne) di quello che sembra.
Con la regia di Giorgia Farina, “Guida romantica a posti perduti” che vede un bravissimo Clive Owen nei panni di Benno e una credibilissima Jasmine Trinca in quegli fragili di Allegra, distribuito Lucky Red, sarà nelle sale italiane a partire dal 24 settembre.

Undine
Dalla vita nasce la morte e dalla morte nasce la vita. I miti e le leggende da sempre ci ricordano questa verità. E proprio al mito nordico dell’Ondina si rifà il film di Christian Petzold.
Undine Wibeau è una giovane che vive a Berlino, dove accompagna i visitatori a scoprire i plastici che raffigurano la città, spiegandone gli stadi evolutivi. Un giorno il fidanzato, che come spesso accade le aveva promesso amore eterno, la lascia, presumibilmente per un’altra donna. Undine non solo non accetta la separazione ma, rifacendosi proprio alla Ondina del mito, lo minaccia di morte.
Tutto sembrerebbe superato, però, quando conosce Christoph (Franz Rogowski), palombaro professionista. Tra i due nasce immediatamente un amore totalizzante che sembrerebbe aver fatto superare a Udine il trauma dell’abbandono. Ma, come la città si costruisce per fasi successive, che spesso non cancellano ma sovrappongono i vari elementi, un evento traumatico riporta alla luce un passato che sembrava sepolto. Tutto precipita con più di un pizzico di paranormale, quando le vite dei protagonisti si incontrano e si scontrano. Amore e vendetta raggiungono così il loro compimento.
Forse un po’ troppo prolisso e didascalico in alcuni punti, Undine vede il confronto tra il mondo normale e quello paranormale, tra la fantasia e la realtà, con una notevole interpretazione da parte della protagonista, Paula Beer, che proprio per questo film ha vinto a Berlino l’Orso d’Argento come Miglior Attrice.
Distribuito da Europictures, Udine sarà nelle sale italiane a partire dal 24 settembre.