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Le rubriche

I film e gli spettacoli

Cattive acque
Il nostro pianeta non sta benissimo ma, certamente, senza l’ostinazione e il coraggio di tante persone starebbe molto peggio!
“Cattive acque”, ispirato ad un articolo pubblicato sul Times nel 2016 che narrava il lavoro di un avvocato di Cincinnati, Rob Bilott, racconta la lotta durata ben 19 anni contro il colosso chimico DuPont accusata di aver contaminato l’acqua potabile di ben 70mila cittadini dell’Ohio e della Virginia, sversando in modo incontrollato i fanghi con i residui di PFOA (acido perfluoroottanoico).
Incredibilmente, nel 1970 negli Stati Uniti è stata istituita l’Agenzia di Protezione Ambientale, che però prende in considerazione solo le sostanze chimiche scoperte dopo tale data: per quelle precedenti, non esisteva regolazione né controllo.
Billot, chiamato in causa da un conoscente di sua nonna, tale Tennant i cui animali impazzivano e morivano, decise di andare a fondo al problema dopo di che far risarcire coloro che avevano subito danni a causa di questa sostanza, chiamata anche “sostanza chimica eterna” poiché non si scompone ma si accumula nell’organismo di chi la assume.
Come purtroppo dimostrato anche in situazioni vicine a noi, la terribile scelta è tra conservare il proprio lavoro oppure la propria salute, e il film racconta con grande forza anche la difficile lotta sostenuta dall’avvocato e da pochi altri cittadini per opporsi alla multinazionale praticamente principale fonte di reddito per tutta la comunità.
Purtroppo la vittoria legale non ha riportato in vita coloro che nel frattempo sono morti, ma ha almeno garantito un notevole risarcimento e le cure mediche ai cittadini colpiti e, soprattutto, evidenziato un grosso problema che può toccare chiunque.
Con la regia di Todd Haynes, “Cattive acque”, che vede come protagonista Mark Ruffalo, sarà nelle sale a partire dal 20 febbraio

Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato
Un artista mai dimenticato dal pubblico meno giovane e ancora presente anche presso quello che non l’ha mai vissuto, per ragioni anagrafiche: è Fabrizio de André, che per tre giorni torna sugli schermo grazie al bel documentario di Walter Veltroni che ci ripresenta un rarissimo documento ritrovato dopo oltre 40 anni.
Il 3 gennaio 1979, infatti, a Genova in un concerto davvero speciale l’artista si esibì insieme alla PFM, la Pregiata Forneria Marconi. Il regista Piero Frattari realizzò un filmato dell’intero concerto, che oggi Veltroni, dopo il restauro, ripropone quasi integralmente (alcune riprese purtroppo sono talmente scure da diventare inutilizzabili) arricchendolo con interviste ai protagonisti di allora, che ci fanno rivivere tutta la forza e la ricchezza di un epoca ormai passata.
Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato sarà distribuito al cinema da Nexo Digital solo per tre giorni, il 17, 18 e 19 febbraio con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it, Rockol.it, Onstage

Dolittle
Un film certamente destinato a bambini e ragazzi, ma girato con risorse, capacità tecniche e attori come se fosse un film destinato ad un pubblico adulto.
Dolittle (Robert Downey Jr., sufficientemente svagato ma carismatico), riprende il personaggio ideato un centinaio di anni fa da Hugh Lofting, ed è un medico che sa parlare il linguaggio degli animali.
Dopo la morte della moglie Lily, si è ritirato nella tenuta donatagli dalla regina insieme a un gruppetto di animali, e non vuole più avere contatti con il mondo umano. Solo la necessità di salvare la regina gravemente ammalata (e, in definitiva, la sua tenuta stessa, visto che stando al contratto originario alla morte della regina la tenuta dovrebbe tornare alla Corona) lo faranno uscire e andare a cercare una misteriosa pianta in un’isola lontana.
Gli animali, riscostruiti tutti in computer grafic, lo accompagneranno in questa avventura, insieme ad un ragazzino autoproclamatosi suo “assistente” (Harry Collett).
Divertente e piacevole, alla fine “Dolittle” ha anche un messaggio, che potrebbe essere utile in questi tempi difficili: è fondamentale superare le differenze, le incomprensioni e le disuguaglianze se si vogliono superare le difficoltà.
Con la regia di Stephen Gaghan, “Dolittle” sarà nelle sale a partire dal 30 gennaio.

Odio l’estate
Dopo qualche film non proprio felicissimo, Aldo, Giovanni e Giacomo tornano davvero alla grande con “Odio l’estate”.
La storia della nascita di una vera amicizia fra tre personaggi che più diversi non potrebbero essere: Aldo, probabilmente ipocondriaco ma comunque dal temperamento vivace e con una passione sfrenata per Massimo Ranieri; Giovanni, pignolo titolare di un negozio di accessori per scarpe, impacciato e rigido; Giacomo, dentista di successo, sbruffone e classico “milanese” nel senso peggiore del termine, che pensa che tutto si possa risolvere con i soldi.
I tre si ritrovano, insieme alle rispettive mogli (Maria Di Biase, confusionaria ma dal grande cuore; Carlotta Natoli, esasperata al punto giusto dal marito precisino; Lucia Mascino, gelida e scontenta di tutto, ma pronta a mettersi in discussione) e ai figli, in un’isoletta del Mediterraneo, a condividere, per un errore dell’agenzia, la stessa casa di vacanze.
Dopo i primi screzi, fra le tre famiglie nasce un’intesa profonda, che li porterà a modificare i lati peggiori dei rispettivi caratteri.
Un inno all’amicizia, con battute folgoranti che portano a superare anche i momenti più difficili perché, si sa, l’amicizia vera è un dono fondamentale.
Con la regia di Massimo Venier, “Odio l’estate” sarà nelle sale italiane a partire dal 30 gennaio.

Judy
Se la vita da star troppo spesso strangola i suoi protagonisti, questo è ancora più valido per i più giovani, quelli che iniziano la loro carriera da ragazzi o, peggio, da bambini. Troppi sono i casi che ce lo dimostrano… Uno dei più drammatici è stato, senza dubbio, quello della vita di Judy Garland, la giovanissima protagonista del “Mago di Oz”, morta a soli 47 anni nel 1969.
Con la  magnifica interpretazione di Renée Zellweger, che si immedesima talmente tanto nell’attrice hollywoodiana da farci a volte dimenticare di non essere l’originale, “Judy” ripercorre gli ultimi mesi della carriera dell’attrice, con frequenti flash back all’inizio della sua carriera, quando le venivano imposte regole durissime per “essere il personaggio”, e al successivo, progressivo decadimento: pur essendo una delle attrici più amate di Hollywood, infatti, Judy passò da un matrimonio fallito all’altro, diventando sempre più inaffidabile sul lavoro, sempre più indebitata e sola. Al termine della sua carriera, infatti, fu costretta a trasferirsi a Londra, lasciando i due figli più piccoli al padre, nella speranza di superare la crisi.
Renée riesce a ridare vita a Judy, rendendocela umana e vicina, anche grazie all’interpretazione di alcune delle sue più belle canzoni, che ce ne fanno sentire tutto il dolore e la ricchezza del mondo interiore, spesso nascosto dalla necessità di apparire.
Con la regia di Rupert Goold, “Judy” sarà nelle sale a partire dal 30 gennaio.