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Le rubriche

I film e gli spettacoli

Escobar – Il fascino del male
Un ritratto potente e contraddittorio, proprio come potente e contraddittorio era il narcotrafficante Pablo Escobar, quello disegnato da Javier Bardem in “Escobar – Il fascino del male”.
Basato sul libro “Loving Pablo, Hating Escobar” di Virginia Vallejo, la giornalista colombiana che per alcuni anni fu la sua amante, il film racconta l’ascesa dell’uomo che in soli vent’anni divenne il criminale più ricco della storia, grazie al Cartello di Medellin, riuscendo ad influenzare anche la vita politica del suo paese, tra minacce, assassinii, corruzione, fino alla sua morte nel 1993. In tutto questo Escobar fu aiutato da Virginia, che gli insegnò ad utilizzare i mezzi di comunicazione, a trattare con la stampa, ad affrontare il pubblico. Anche Virginia (interpretata da una magnifica Pelelope Cruz) è un personaggio complicato, che agisce per amore ma forse non necessariamente solo per amore di Pablo: anche per amore della ricchezza, del potere, della popolarità e quando perde tutto ciò, per amore della propria vita non esita a tradirlo consegnandolo nelle mani dell’FBI.
Javier Bardem riesce a mostrare tutte le sfumature del personaggio: dall’amore incondizionato per la moglie e la famiglia alla brutalità più terribile, dal personaggio amato dal popolo poiché per il popolo costruisce case e scuole a quello odiato dal governo tenuto sotto scacco e dalla polizia, soprattutto americana…
Con la regia di Fernando Leon de Aranoa e distribuito da Notorius Pictures, il film sarà nelle sale a partire dal 19 aprile.

Il mistero di Donald C
Fino a che punto ha senso spingersi per dare al mondo un’immagine positiva di sé stessi? È giusto perdere la vita per non aver avuto il coraggio di ammettere di non essere pronti, di aver sbagliato?
Sono solo alcune tra le tante domande che sorgono vedendo “Il mistero di Donald C”, che si ispira alla vera vicenda di Donald Crowhurst, che nel 1968 partecipò alla Golden Globe Race lanciata dal Sunday Times: velista dilettante, decise di prendere parte alla regata che prevedeva il giro del mondo in solitaria senza scalo, allettato dal doppio premio previsto, uno per il primo che portava a termine la competizione e l’altro per il più veloce.
Donald (interpretato da Colin Firth), partì anche se il suo trimarano non era pronto e lui stesso non aveva mai provato a navigare in un Oceano. Le difficoltà non tardarono a venire a galla e, per non dichiararsi sconfitto (anche perché si era indebitato e se non avesse portato a termine la gara avrebbe perso la casa e l’azienda) cominciò a comunicare una rotta ben diversa da quella reale, non uscendo in effetti mai dall’Oceano Atlantico.
La solitudine forzata (per non essere individuato, infatti, si mise in silenzio radio), le difficoltà, il senso di impotenza, però, lo spinsero alla pazzia e quando il trimarano venne infine ritrovato di Donald restavano solo i diari di bordo.
Nonostante si svolga quasi esclusivamente nello spazio ristretto di una barca in mezzo all’oceano, il film non è comunque mai noioso (anche se sembra improbabile che dopo sette mesi per mare, esposto al sole e alla salsedine, Donald avesse il viso liscio e appena colorito di Colin…) e scorre senza intoppi sino alla fine, grazie anche all’alternanza tra la vita in mare dell’uomo e quella della moglie Clare (Rachel Weisz) e dei figli rimasti a casa.
Con la regia di James Marsh e distribuito da Adler, il film sarà nelle sale a partire dal 5 aprile.

Nella tana dei lupi
Non poche le incongruenze che saltano all’occhio ma che comunque non pregiudicano la godibilità di “La tana dei lupi”, un thriller ambientato nella Los Angeles dei nostri tempi.
Due le fazioni contrapposte: da un lato i “cattivi”, che hanno come capo Ray Merrimen (Pablo Screiber) e dall’altra i “buoni”, gli Agenti della squadra speciale anticrimine, guidati da Nick O’Brien (Gerard Butler), anche se definirli “buoni” è forse eccessivo. Sono infatti duri e spietati, soprattutto Nick che, con i suoi atteggiamenti machisti, costringe moglie e figlie ad abbandonarlo (ma in fondo è un buono, ed allora ecco la lacrimuccia facile quando rivede la figlia a scuola…).
I due gruppi potrebbero andare per strade separate se non fosse che la rapina di un furgone blindato vuoto finita nel sangue insospettisce Nick, che la collega ad altre rapine avvenute in passato i cui colpevoli non erano mai stati trovati. Nick non sa, però, che Merrimen e la sua banda (di cui fa parte un barista ed ex detenuto con il ruolo di autista) progetta nientemeno che un furto con destrezza alla Federal Reserve.
Dalla rapina in poi è tutto un rincorrersi tra gatto e topo, con astuzia e fredda programmazione, tra scontri a fuoco e momenti di suspense, sino al prevedibile finale ma all’imprevedibile conclusione…
Con la regia di Christian Gudegast e distribuito da Lucky Red, “Nella tana dei lupi” sarà nelle sale a partire dal 5 aprile.

Una festa esagerata
Un film divertente, ma che sa essere anche una graffiante critica della società egoista e troppo legata alle apparenze: è "Una festa esagerata", di cui Vincenzo Salemme è regista e protagonista, oltre che autore della sceneggiatura e del testo che ha già portato con grande successo nei teatri italiani.
La vicenda si svolge in una Napoli contemporanea con una splendida vista sul golfo.
Per il 18° compleanno della figlia Mirea, Teresa Parascandolo (Tosca d’Acquino) ha organizzato una magnifica festa cui ha invitato ben 150 persone, tra cui l’assessore ai lavori pubblici il cui figlio, Bebè (e visto che si tratta di un adulto, il nome dice tutto!!!) è fidanzato con Mirea.
Il povero Gennaro Parascandolo, geometra, per amore di pace subisce tutto, anche se “obtorto collo”.
Un’ora prima dell’inizio della festa, però, accade il disastro: arriva la notizia che il vicino del piano di sotto è morto. Cosa fare? La sensibilità di Gennaro vorrebbe annullare tutto, ma si scontra con l’ambizione e l’egoismo di madre e figlia, che lo convincono a chiedere alla figlia del defunto di… aspettare il giorno dopo per annunciarne la morte!
Da lì tutta una serie di equivoci e di avvenimenti a sorpresa, tra gag e battute graffianti, sino al finale liberatorio.
Con le musiche di Nicola Piovani, distribuito da Medusa Film, “Una festa esagerata” sarà nelle sale a partire dal 22 marzo.

Pacific Rim La Rivolta
I tempi cambiano e si evolvono, quindi il buon vecchio Jeeg Robot d’Acciaio diventa uno straordinario Jaeger che, in “Pacific Rim La Rivolta” lotta contro i mostruosi Kaiju.
Restano i “classici”, come la ragazzina quindicenne indispensabile per salvare l’umanità, l’apparente contrasto tra scienziato buono e scienziato cattivo e tra bianco e nero che però si rispettano e collaborano (e anche in questo caso è il nero che trova la forza per salvare l’umanità), con tanto di rivalutazione della tecnologia cinese, indispensabile per affiancare quella americana…
Fatte queste premesse, “Pacific Rim La Rivolta”, seguito di “Pacific Rim La Breccia”è un film molto divertente con grandi effetti speciali che conquistano anche lo spettatore più indifferente.
Nel primo film i giganteschi Kaiju, mostri progettati dai Precursori alieni con la capacità di spostarsi da una dimensione all'altra tramite brecce intradimensionali con lo scopo di assumere il controllo della Terra, erano stati combattuti da giganteschi robot guerrieri chiamati Jaeger, pilotati da umani uniti da un ponte neurale che consentiva loro di agire in perfetta sincronia. Uno di questi, lo Jaeger “Gipsy Danger”, guidato dal coraggioso Stacker Pentecost, era alla fine riuscito a richiudere con successo la Breccia facendo detonare al suo interno una bomba nucleare, a costo della sua stessa vita.
Trascorsi dieci anni il figlio Jake (interpretato da John Boyega), che cerca di sfuggire alla pesante eredità paterna con una vita sregolata, incontra la giovane Amara (l’esordiente Cailee Spaeny), rimasta orfana durante la guerra contro i Kaiju, abile hacker che si è costruita uno Jaeger personale per timore del ritorno dei mostri.
Insieme i due vengono forzosamente arruolati in un centro per l’Addestramento dei piloti di Jaeger (ovviamente lui come addestratore e lei come allieva) e si trovano fianco a fianco a difendere l’umanità.
Notevoli effetti speciali, come dicevamo, azione serrata e qualche pizzico di umorismo e citazione di altri film portano verso il finale vittorioso che, però, ci lascia con l’attesa della prossima puntata….
Con la regia di Steven S. Deknight, prodotto, tra gli altri, da Guillermo Del Toro, il film sarà nelle sale dal 22 marzo.