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Le rubriche

I film e gli spettacoli

La ruota delle meraviglie
Torna alla grande sugli schermi Woody Allen con “La ruota delle meraviglie”, ambientato nel parco di divertimenti di Coney Island negli anni ’50.
Lì, in un appartamentino ricavato sopra alle attrazioni, vive Ginny (Kate Winslet), una ex attrice che si crogiola nei ricordi del passato per sopportare la vita attuale come cameriera insieme al figlio con grandi problemi caratteriali avuto dal primo marito e al secondo marito, Humpty (Jim Belushi), manovratore di giostre. Tutta la vicenda è raccontata, come spesso accade nei film di Allen, da Mickey (Justin Timberlake), un bagnino di bell'aspetto che sogna di diventare scrittore e che intreccia una relazione con Ginny, forse spinto dalla facilità della conquista, forse da un sottile legame che unisce attrice e scrittore.
Un giorno nella loro vita irrompe Carolina (Juno Temple), la figlia di primo letto di Humpty: sposatasi giovanissima con un gangster, aveva rotto i rapporti sia con il padre sia con la madre morente ma ora, passati alcuni anni, è in fuga dal marito che vuole ucciderla. L’arrivo della ragazza sconvolge, ovviamente, tutti gli equilibri, mettendo in luce le fragilità di tutti i personaggi, sino alla prevedibile ma drammatica conclusione.
La bravura degli artisti, la regia non banale, l’ambientazione curata nei minimi dettagli e la bellissima fotografia di Vittorio Storaro, che caratterizza i personaggi anche con un affascinante gioco di luci (Ginny, al tramonto della sua vita, è sempre illuminata da luci calde e rossastre, come il sole al tramonto; Carolina, all’alba di una nuova vita, è sempre avvolta da luci fredde, bluastre, come quella dell’alba) trasformano una vicenda prevedibile in un racconto appassionante e coinvolgente fino alla fine.
Distribuito da Lucky Red, il film sarà nelle sale italiane a partire dal 14 dicembre.

L’Arte viva di Julian Schnabel
Personaggio decisamente eclettico e anticonvenzionale, pittore, regista, in poche parole artista a tutto tondo, Julian Schnabel è nato a Brooklyn ma è cresciuto a Brownsville in Texas.
Con questo film, che fa parte della serie La Grande Arte al Cinema e sarà nelle sale solo il 12 e 13 dicembre (elenco dei cinema su www.nexodigital.it), il regista Pappi Corsicato ne ripercorre la carriera, dagli esordi al grande successo che lo ha consacrato tra i più famosi artisti viventi.
Numerose anche le incursioni nella vita privata, dove spesso indossa l’amato pigiama di seta, nella dimora di Montauk a Long Island e in quella nel palazzo in stile veneziano nel West Village di Manhattan, con interessanti testimonianze non solo dei figli e della prima e seconda moglie, con cui Julian ha un rapporto strettissimo non solo affettivo ma anche lavorativo, ma anche di amici e personaggi della scena artistica mondiale, tra cui Al Pacino, Mary Boone, Jeff Koons, Bono e Laurie Anderson.
Ci sono poi approfondimenti sulla sua carriera da regista, grazie a cui ha realizzato, tra gli altri, “Basquiat” nel 1995, “Prima Che Sia Notte” e “Lo Scafandro e la Farfalla” che gli hanno fruttato numerosi premi e riconoscimenti internazionali.
Prodotto da Buena Onda con Rai Cinema, L’Arte viva di Julian Schnabel è distribuito nelle sale da Nexo Digital con i media partner Sky Arte HD e MYmovies.it.

L’insulto
Un bellissimo film libanese che tratta un tema che si può considerare universale: la difficoltà di accettare un torto, e quindi di superarlo, se si ritiene di non aver ricevuto giustizia.
La trama è piuttosto semplice: Toni è un libanese cristiano, politicamente impegnato in difesa del suo paese. Yasser è un palestinese rifugiato in Libano, che compie con grande scrupolo il proprio dovere lavorando per un’impresa che si occupa di rendere la città più “vivibile” e in regola con le normative. Per un banale litigio, tra i due scoppia la scintilla e Toni pretende le scuse da Yasser, offendendolo in modo molto pesante: le parole, si sa, possono ferire gravemente, e Yasser rifiuta di scusarsi.
Ne nasce quindi un caso giudiziario, che si allarga all’intero paese: le fazioni si scontrano, i nazionalismi e gli scontri di religione tornano a galla, proprio come durante la guerra civile conclusasi, senza vinti né vincitori, nel 1990: troppo vicina per essere dimenticata. E a poco a poco riaffiora anche la Storia, con le terribili ingiustizie commesse durante la guerra civile, riportando alla mente gli scontri che bruciano ancora sotto la cenere.
Bravissimi i protagonisti, Adel Karam nei panni di Toni e Kamel El Basha in quelli di Yasser, contornati da un ottimo cast di attori guidati dal regista Ziad Doueiri fino alla fine, che ci lascia con un poco di speranza.
Distribuito da Lucky Red, il film sarà nelle sale a partire dal 6 dicembre.

My Little Pony
Si avvicina il Natale ed ecco arrivare al galoppo i film dedicati ai bambini. Per una volta, viaggiando al contrario: dal franchising dei giocattoli, infatti, pony, pegasi, e unicorni sono passati alla magica Equestria della televisione ed ora sono finalmente approdati al grande schermo, per la gioia delle piccole appassionate… ma anche delle loro mamme, che ricordano i primi passi di queste magiche creature.
Questa volta l’amicizia e l’amore per i loro “concittadini” porteranno lontano Twilight Sparkle, Applejack, Rainbow Dash, Pinkie Pie, Fluttershy e Rarity e faranno loro affrontare grandi pericoli. Ma, come sempre, il valore positivo della bellezza e dell’amicizia le condurranno alla vittoria, vincendo anche il mago malvagio e insegnando che le differenze possono essere un valore positivo e non un motivo di disprezzo o di allontanamento.
Con la regia di Jayson Thiessen e distribuito da Eagle Picture, il film sarà nelle sale a partire dal 6 dicembre.

Bad moms 2
Ci deve essere un motivo per cui i film di Natale devono contenere una certa dose di volgarità. Forse le trame sono così esili che i registi e produttori pensano di poter aver successo solo affidandosi ai più bassi istinti degli spettatori…
Non si sottrae a questa regola neppure Bad Moms 2, anche se in questo caso i registi sono Jon Lucas e Scott Moore, le protagoniste sono ancora Mila Kunis (Amy), Kristen Bell (Kiki) e Kathryn Hahn (Varla) e la vicenda si svolge nella lontana Chicago e il film è il sequel di Bad Moms.
Questa volta le tre giovani Bad Moms ricevono, per le feste, la visita delle rispettive madri, che creeranno ulteriore tensione in un periodo già di per se abbastanza faticoso per ogni mamma, soprattutto per le nostre. Ecco quindi che la mamma della perfettina Amy (un’impeccabile Christine Baranski) sembra voler fare di tutto per far sentire la figlia inadeguata e incapace di creare la magia del Natale, quella di Kiki (Cheryl Hines) non vuole proprio spezzare il cordone ombelicale, anche con trovate davvero imbarazzanti, e la madre di Carla (Susan Sarandon) è quasi inaffidabile e improbabile come la figlia.
Alla fine, però, come nei più classici film di Natale, la situazione si sbroglia, le madri fanno pace con le figlie e tutto si riaggiusta, con uno spirito nuovo che sarà, si spera, quello su cui gettare nuove basi. Perché, spesso, l’importante è trovare quel piccolo varco che ci fa uscire da noi stessi e ci fa aprire verso l’altro, riuscendo a comprenderlo anche nelle sue debolezze.
Distribuito da Leone Film Group, il film sarà nelle sale a partire dal 6 dicembre.

L’età imperfetta
Un film che farà discutere, “L’età imperfetta”, di quelli che lasciano un po’ la bocca amara, che vuole riflettere su quell’età indefinita, difficile e piena di contraddizioni, che è l’adolescenza.
Ambientato in una cittadina del nord est, il film racconta l’amicizia, piena di luci ed ombre, tra Camilla (Marina Occhionero) e Sara (Paola Calliari): appassionate di danza classica, con il desiderio di superare un’audizione che le porterà a frequentare una scuola prestigiosa, hanno due caratteri completamente diversi: tanto è seria, puntigliosa, introversa Camilla, quanto Sara è estroversa, allegra e piena di voglia di vivere. Tra di loro Serena (Anna Valle) che vorrebbe mettere in luce il meglio di entrambe.
Tra alti i e bassi, però, il confronto si svolge fino al drammatico finale, che farà emergere il lato più oscuro di Camilla, mettendola a confronto con se stessa.
Con la regia di Ulisse Lendaro e distribuito da Parthenos, il film sarà nelle sale a partire dal 30 novembre.

Il libro di Henry
Bisogna riuscire a non farsi troppo irritare dal perfettissimo Henry, dalla melensaggine della sua tragica malattia, dall’assurdità di una madre che sembra la figlia di un ragazzino undicenne per cogliere il senso di “Il libro di Henry”.
Che può avere, invece, due messaggi più profondi: il primo, che diventare genitori non è facile, è un percorso che ognuno, a suo modo, deve fare per crescere e maturare, diventando adulto e quindi responsabile; il secondo, che nessuno può voltarsi dall’altra parte ma ognuno deve fare qualcosa anche per gli altri, soprattutto quando si accorge che gli altri stanno soffrendo.
Henry Carpenter (interpretato da Jaeden Lieberher) è un ragazzino dall’intelligenza decisamente superiore alla media che vive insieme alla madre Susan (Naomi Watts) e al fratellino Peter (Jacob Tremblay). Il ragazzino è il vero punto fermo di tutta la famiglia, adorato dal fratello e consigliere della madre, insicura e debole. Purtroppo, però, non riesce a fare nulla per aiutare Christina, una ragazzina vicina di casa, che sospetta sia al centro delle attenzioni non proprio “paterne” del patrigno, uomo considerato rispettabile da tutti, nel quartiere. Henry, però, è destinato ad una breve vita, a causa di un tumore al cervello. Alla sua morte, però, non tutto finisce: ha infatti lasciato un libro dalla copertina rossa, dando istruzioni dettagliate alla madre su come salvare Christina. E proprio seguendo questo percorso, come in un thriller, a poco a poco Susan prenderà coscienza di sé e riuscirà a portare a compimento il desiderio di Henry, anche se a modo suo.
Con la regia di Colin Trevorrow e distribuito da Universal Pictures Int. Italy, “Il libro di Henry” sarà nelle sale a partire dal 23 novembre.