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Le rubriche

I film e gli spettacoli

C’est la vie
Quando ci si sposa tutto deve (o dovrebbe) essere perfetto, e per evitare eccessive tensioni o preoccupazioni sempre più spesso ci si affida agli Organizzatori di matrimoni. Ma cosa succede “dietro alle quinte”? E’ quello che ci racconta “C’est la vie”, un divertente film di Eric Toledano e Olivier Nakache.
I due fidanzati, Pierre ed Héléna, hanno deciso di sposarsi in un bellissimo castello, con molti invitati e scene ad effetto… e per questo si sono affidati a Max, un uomo non più giovane ma dall’aria molto solida, affiancato da Adèle, che vorrebbe avere più spazio e fare carriera, da un improbabile fotografo e da una fidanzata o moglie che non vuole più saperne di lui. Il tutto con uno staff di camerieri che Max cerca di dirigere a bacchetta ma di cui, in realtà, si preoccupa come un padre.
Ovviamente durante il matrimonio gli imprevisti, nonostante la scrupolosa pianificazione, sono all’ordine del giorno, ma Max riesce quasi sempre a risolvere, sino all’imprevedibile e divertente finale, che ovviamente mette a posto tutte le pedine come su un’invisibile scacchiera.
Interpretato da Jean-Pierre Bacri nel ruolo di Max e distribuito da Videa, il film sarà nelle sale a partire dal 1 febbraio.

David Hockney dalla Royal Academy of Arts
Riprende con «David Hockney dalla Royal Academy of Arts “ la nuova stagione della Grande Arte al Cinema proposta da Nexo Digital con i media partner Sky Arte HD e MYmovies.it.
Nelle sale solo il 30 e 31 gennaio (elenco su www.nexodigital.it) il docufilm racconta le due grandi mostre che la Royal Academy of Arts di Londra ha dedicato a David Hockney, considerato uno dei più grandi pittori inglesi contemporanei vivente, membro della Academy dal 1991.
Seguendo l’intervista a cura di Tim Marlow, Direttore Artistico della Academy, sarà così possibile rivivere “A Bigger Picture 2012” la prima grande mostra di nuovi dipinti paesaggistici caratterizzata da imponenti e maestose opere di grandi dimensioni ispirate al paesaggio dello Yorkshire, realizzati con interessanti tecniche innovative: da una parte la composizione di tanti quadri di ridotte dimensioni uniti tra loro a formare grandi superfici altrimenti difficili da ottenere, soprattutto dipingendo all’aperto, dall’altra la pittura realizzata tramite l’iPad, utilizzato come una vera e propria tela su cui riprodurre i colori, le textures, i paesaggi.
Completamente diversa la seconda mostra descritta, “82 Portraits and One Still Life 2016”, che presenta i ritratti di amici, colleghi o persone che hanno incontrato l’artista tra il 2014 e il 2015. Apparentemente tutti uguali, infatti ogni ritratto è stato effettuato nell’arco di 3 giorni e ogni personaggio è seduto sulla stessa poltroncina bianca con due braccioli, su uno sfondo blu e verde o verde e blu, eppure tutti completamente diversi, cogliendo per ogni persona i caratteri essenziali. Anche in questo caso, l’artista spiega il processo creativo, con immagini tratte durante il “farsi” dei ritratti.

L’uomo sul treno – The commuter
Sfida vinta per Jaume Collet-Serra, regista di “L’uomo sul treno”: realizzare un thriller che non cali mai di tensione in un ambiente ristretto, un treno, facendolo sembrare credibile.
Il protagonista è Michael MacCauley, un pendolare licenziato in tronco (Liam Neeson) che tornando a casa viene avvicinato da una gentile signora, che si dichiara psicologa e gli propone di partecipare a un “innocuo” esperimento: trovare una persona che viaggia sullo stesso treno, senza conoscerne l’identità, l’età, il sesso, ma solo il nome. In cambio, riceverà una ricca ricompensa.
A prima vista un “gioco“ che però con il trascorrere del tempo si rivela sempre più pericoloso, da cui non è possibile uscire, che coinvolge anche lo spettatore che “vede” gli altri viaggiatori del treno con lo stesso sguardo sospettoso di Michael, entrando nelle loro storie per un breve momento, in un vortice di racconti individuali che portano, però, a ricostruire un caleidoscopio di umanità varia, ognuno con la sua piccola storia che, come in un crescendo rossiniano, porta verso la conclusione, con un imprevedibile risultato.
E con una domanda: fino a che punto le nostre azioni hanno conseguenze sul nostro prossimo? E fino a dove è lecito spingersi per ottenere un tornaconto, sentendosi immune da ogni responsabilità?
Distribuito da Eagle Pictures, il film sarà nelle sale a partire dal 25 gennaio.

L’ora più buia
Anche se fortunatamente la maggior parte di noi non l’ha vissuta, tutti sappiamo molto bene cosa è successo durante la Seconda Guerra mondiale grazie agli innumerevoli film prodotti in tutti questi anni. Pochissimi, però, si sono occupati del lato più privato, intimo quasi, dei grandi personaggi che di questa guerra sono stati protagonisti.
“L’Ora più buia” ci permette di conoscere come uno di questi, Winston Churchill, affrontò quella che lui stesso chiamò L’ora più buia, quando, ormai sessantacinquenne, venne scelto come Primo Ministro, il 10 maggio 1940. Non amato, considerato anzi con un certo disprezzo in quanto ritenuto responsabile della disfatta di Gallipoli nel 1915, viene scelto proprio perché si assuma la sgradevole responsabilità di condurre la Gran Bretagna verso la resa al Nazismo.
Nei primi mese di governo, invece, con grande forza e una notevole capacità di persuasione oratoria, Winston riesce a infondere nuovo coraggio nei suoi compatrioti, con ben tre discorsi alla nazione (il primo dei quali con la famosa frase sulle “lacrime e sangue” da affrontare), a salvare con un’impresa ai limiti dell’assurdo gli inglesi intrappolati a Dunkerque e, soprattutto, a portare la Gran Bretagna verso la vittoria, conquistando se non l’amore (non verrà rieletto al termine del mandato) sicuramente il rispetto innanzi tutto di re Giorgio VI, poi degli avversari politici e di tutto il popolo.
Il potente ritratto che ne emerge è quello di un uomo di grande caparbietà, coraggio (sostenuto anche dalla moglie Clemmie) e umorismo, davvero sconosciuto ai più.
Con la regia di Joe Wright, l’ottima interpretazione di Gary Oldman (Winston Churchill) , Kristin Scott Thomas (Clemmie) e Lily James (la fedele segretaria Elizabeth Layton), “L’ora più buia”, distribuito da Universal Pictures International Italy, sarà nelle sale a partire dal 18 gennaio.

Leo da Vinci – Missione Monna Lisa
Un bel film di animazione tutto italiano, ambientato in Italia e con protagonisti italiani… Non è nazionalismo, ovviamente, ma apprezzamento per una storia d’avventura che piacerà a grandi e piccoli: i più giovani si possono divertire a seguire la vicenda che vede protagonisti quattro ragazzini della loro età, i grandi invece potranno cogliere tutti i riferimenti storici, paesaggistici e culturali della vicenda, oltre ad apprezzare la bellezza del disegno.
L’eroe principale è Leo da Vinci, che già da piccolo ha creatività, fantasia e capacità, affiancato dal fedele Lorenzo, dalla dolce Lisa e dai brillanti Agnes e Niccolò. La vicenda si svolge, ovviamente, a metà Quattrocento, a Firenze e dintorni.
Per l’ansia di aiutare l’amica Lisa, Leo si lascia ingannare da un ciarlatano e, grazie alle sue invenzioni tra cui lo scafandro, cerca un tesoro in fondo al mare, senza sapere di essere stato “manovrato” da un malvagio pirata che, con la sua ciurma, vuole naturalmente impadronirsi dello stesso tesoro. 
Colpi di scena, astuzia, ma anche utilizzo delle conoscenze acquisite porteranno ovviamente al lieto fine. E forse, sotto sotto, anche i piccoli scopriranno che studiare può essere utile e saranno spinti a saperne di più su questo grande artista ancora così attuale…
Con la regia di Sergio Manfio, autore anche del soggetto e della sceneggiatura, Leo da Vinci è distribuito da Videa.

Dickens – L’uomo che inventò il Natale
Leggendo la maggior parte dei suoi romanzi pare difficile crederlo, ma nella realtà Charles Dickens era un uomo divertente, energico, estroverso, che si confrontava con i suoi personaggi come se fossero persone reali.
Dickens – L’uomo che inventò il Natale, tratto da un romanzo del 2008 di Les Standiford, in una bella atmosfera vittoriana curata fin nei minimi particolari ci racconta le sei settimane in cui, realmente, Dickens scrisse “Canto di Natale”. All’epoca, il Natale era una festa molto poco sentita, ma Charles, che dopo i primi successi aveva inanellato una serie di insuccessi, tanto da andare incontro al classico blocco dello scrittore e a ritrovarsi alle prese con una grave crisi economica, decise di scrivere una storia di buoni sentimenti, mescolando personaggi inventati a esperienze di vita. Nessun editore glielo pubblicò, così che, presi soldi a prestito, fu editore di se stesso, ottenendo da subito un immenso successo e dando a questa festa quell’aura di positività che ancora oggi ne è la caratteristica.
Accanto al protagonista, interpretato da Dan Stevens, che riesce ad alternare alla perfezione gli stati d’animo contrastanti dello scrittore, il film vede nei panni di Scrooge il grande Christopher Plummer, che riesce a dare al personaggio dell’avaro tutto il calore umano e nello stesso tempo la ruvidezza che ne fanno uno dei più celebri “falsi-cattivi” della letteratura e una serie di personaggi di contorno che però hanno una loro vitalità e personalità.
Diretto da Bharat Nalluri e distribuito da Notorius, il film sarà nelle sale a partire dal 21 dicembre.