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Le rubriche

I film e gli spettacoli

2:22 – Il destino è già scritto
Si può controllare il tempo, rivivendo alcuni momenti della propria vita? E la vita è davvero un ripetersi incessante sempre degli stessi eventi? Ma perché?
“2:22 - Il destino è già scritto” cerca di dare la “sua” risposta a queste domande, certamente non nuove: il tema è già stato trattato in innumerevoli film e romanzi.
Il regista Paul Currie, ispirandosi ad uno scritto di Todd Stein, ci racconta la vita abitudinaria di Dylan Branson, che tutti i giorni, seguendo quasi un rituale, si reca al lavoro come controllore di volo al JFK di New York. Forse troppo abitudinaria, tanto che quando, dopo un accecante lampo di luce che lo paralizza alcuni secondi rischiando di fare collidere due aerei e per cui viene sospeso dal lavoro, Dylan impiega parecchio tempo a rendersi conto che, ogni giorno, le cose intorno a lui si ripetono con impressionante regolarità. Solo la sua storia d'amore con Sarah, una gallerista incontrata per caso (ma in questo film nulla avviene per caso!) sembra viaggiare per la propria strada.
Complesso l’intreccio, di cui non si deve perdere neppure un secondo (ma non sarà difficile, vedrete) per arrivare alla conclusione, al Terminal della Grand Central Station.
Una piccola ma interessante curiosità: il film è stato girato in Australia, dove il Terminal è stato interamente ricostruito. Le luci, le atmosfere, i particolari, però, sono assolutamente perfetti e ci fanno realmente immergere nella magica atmosfera newyorkese.
Il film, che vede come protagonisti Michiel Huisman (Dylan Branson), Teresa Palmer (Sarah Barton) e Sam Reid (l’ex fidanzato di Sarah, Jonas: non ve ne abbiamo parlato per lasciarvi con un po’ di curiosità in più…), distribuito da Notorious Pictures sarà nelle sale a partire dal 29 giugno.

Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore
Atmosfere cupe, buie, nebbiose quelle in cui si svolge il thriller diretto dal belga Robin Pront, “Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore”.
Tra i monti della Vallonia, nel sud del Belgio, infatti, si svolge il dramma del silenzio, del non-detto: il silenzio con cui Kenneth affronta quattro anni di carcere senza rivelare i nomi dei complici, il fratello Dave e la fidanzata Sylvie. Il silenzio con cui i due, che nel frattempo si sono innamorati e aspettano un figlio, non rivelano all’irascibile Kenneth quanto è accaduto tra di loro. Il silenzio degli alberi delle Ardenne, dove si svolge l’ultimo atto della tragedia, cui partecipano il folle Stef, ex-compagno di cella di Kenneth, e un gigante dalle confuse tendenze sessuali…
Ma tutto questo non detto, questo silenzio, grida una serie di interrogativi, che lo spettatore si deve porre: quali sono i limiti della lealtà tra fratelli, dell’incapacità di dominare se stessi e la propria rabbia? E’ giusto superarli o l’uomo, in quanto tale, deve sapersi dominare?
Interpretato da Jeroen Perceval nelle vesti di Dave, Kevin Janssen in quelli di Kenneth e Veerle Baetens (Sylvie), distribuito da Satine Film, il film sarà nelle sale a partire dal 29 giugno.

Una doppia verità
Un legal thriller che vi terrà attaccati allo schermo fino all’ultima, imprevedibile scena finale.
L’avvocato Richard Ramsey (interpretato da Keanu Reeves) deve difendere il figlio di amici di famiglia, il diciassettenne Mike Lassiter (Gabriel Basso) dall’accusa di aver ucciso il padre (un crudele e prevaricante Jim Belushi). Il problema, però, sta nel fatto che il ragazzo si rifiuta di avere contatti con lui o con chiunque altro, non parla e quindi non rivela la “sua” verità, come si sono svolti veramente i fatti. Anche durante le udienze, infatti, si limita a disegnare, apparentemente chiuso in un suo mondo. Difficile, quindi, giustificarlo davanti all’evidenza, essendo stato trovato dalla polizia vicino al cadavere.
Accanto a Richard due donne: la madre di Mike, Loretta (Renée Zellweger), che ovviamente vuole l’assoluzione del ragazzo ma la cui figura è sempre meno limpida con il trascorrere del tempo, e la giovane assistente Janelle (Gugu Mbatha-Raw). Estranea alla famiglia, Janelle rappresenta un po’ lo spettatore, che cerca di capire anche al di là delle apparenze e delle manipolazioni e alla fine si rivelerà indispensabile per la soluzione della vicenda, intuendo però solo il segreto che sta dietro a tutto… e che naturalmente non vi sveleremo!
Con la regia di Courtney Hunt e distribuito da Videa, il film sarà nelle sale a partire dal 15 giugno.

Sieranevada
Al termine del film, vi chiederete cosa c’entra il titolo con la sua trama. Niente, non vi preoccupate, semplicemente “Sieranevada” (tutto attaccato e con una sola R) piaceva al regista, il rumeno Cristi Puiu, che voleva un titolo che potesse rimanere invariato in ognuna delle lingue in cui sarà distribuita la pellicola...
Ciò premesso, il film, che è stato presentato al Festival di Cannes nel 2016, racconta essenzialmente una giornata all’interno di una casa: la giornata è particolare, poiché è quella dei quaranta giorni dalla morte del capofamiglia, che secondo la tradizione rumena vede la riunione di amici e parenti attorno al tavolo da pranzo, con la benedizione del pope e una curiosa cerimonia che prevede che un membro della famiglia indossi un abito del defunto, anch’esso benedetto, per ricevere l’estremo saluto e così allontanarsi dal mondo dei vivi.
La giornata, ovviamente, vede un intrecciarsi di vicende, rapporti personali, discussioni, in cui emerge la personalità di ognuno, in rapporto con se stesso e con gli altri: irrompono la politica, con la vecchia nostalgica comunista, e l’attualità, con l’attentato di Charlie Hebdo, la cruda realtà della vita, con la sorella della vedova che non vuole più subire l’umiliante rapporto con il marito, e l’aggressività sociale, che si scatena anche per i motivi più futili.
Un interessante spaccato antropologico, scandito dai rituali, dall’apertura e dalla chiusura delle porte, dai rumori che giungono più o meno attutiti, in cui molti si possono riconoscere con le loro paure e le loro difficoltà di rapportarsi al mondo ed agli altri.
Distribuito da Parthenos, il film sarà nelle sale a partire dall’8 giugno.

Sicilian Ghost Story
Con una lentezza spesso esasperata ed a volte esasperante, “Sicilian Ghost Story“ si ispira alla drammatica vicenda del giovane Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito di mafia la cui fine, dopo ben 779 giorni di prigionia, nel 1996, è ancora troppo vicina perché ne sia stato dimenticato l’orrore.
Presentandolo alla Semaine de la Critique di Cannes 2017, i due registi, Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, siciliani, raccontano di Giuseppe, un tredicenne appassionato di cavalli, e di Luna, coetanea e compagna di scuola innamorata di lui. Quando il ragazzo sparisce improvvisamente, solo Luna non si da pace e continua a cercarlo, tra l’indifferenza (che spesso nasconde solo la paura) di tutto il paese.
Sogno e realtà, scontri e momenti di tenerezza, ribellioni ed acquiescenza ci accompagnano fino alla fine, tra paesaggi bui e luci livide, lasciandoci però con un messaggio di amore e positività, nonostante tutto.
Distribuito da Bim Distribuzione, il film è nelle sale dal 18 maggio.

The Dinner
Fino a che punto è giusto proteggere i propri figli ad ogni costo, qualunque cosa abbiano fatto? E fino a che punto tale protezione deriva dall’amore e non dalle velleità di carriera, di salvaguardare la propria posizione sociale, di non ammettere i propri errori di genitori?
Sono solo un paio tra le tante domande che pone “The Dinner”, il bel film di Oren Moverman tratto dal romanzo “La cena” di Herman Koch, grande successo internazionale pubblicato nel 2009.
Intorno al tavolo di un elegantissimo ristorante si ritrovano due coppie: Stan Lohman (Richard Gere), membro del Congresso che mira alla carica di Governatore e la seconda moglie Kathy (Rebecca Hall) da una parte, il fratello di lui Paul (Steve Coogan) e la moglie Claire (Laura Linney) dall’altra.
Una piacevole cena di famiglia? Non proprio…
I cambi di colori dominanti nelle varie scene (colori caldi nel ristorante e all’inizio della tragedia, freddi e instabili durante i flash back con i ragazzi, verdognoli e sovraesposti nei ricordi del passato e dei due fratelli) insieme alla successione delle complesse e raffinate portate scandiscono anche la successione dei ricordi, dei dialoghi, con l’emersione a poco a poco non solo del difficile rapporto tra fratelli (che del resto è subito chiaro fin dalle prime battute) ma soprattutto del vero motivo per cui si ritrovano: i rispettivi figli più o meno sedicenni, infatti, hanno commesso insieme un atto terribile. Tutti ne sono a conoscenza, anche se tendono a nascondersi la gravità del fatto, cercando in qualche modo di nascondere la testa sotto la polvere, come se, in questo modo, nulla fosse successo.
Solo Stan, teoricamente il più cinico, colui che più ha da perdere dalla rivelazione del fatto, ha il coraggio di porre sul tavolo la questione, di affrontare i congiunti alla ricerca della verità. Ma…
Distribuito da Videa, il film sarà nelle sale italiane a partire dal 18 maggio.

This Beautiful Fantastic
Delicato come una favola, con la stessa leggerezza che però nasconde un grande insegnamento di vita: è “The Beatiful Fantastic”, che diretto da Simon Aboud vede come protagonista una trasognata Jessica Brown-Findlay nel ruolo di Bella Brown e un burbero ma, come nella migliore tradizione, benefico Tom Wilkinson che impersona il vicino Alfie Stephenson.
Costretta ad occuparsi del giardino di casa, a poco a poco Bella scopre la gioia di vedere crescere la vita e questa scoperta la porta, gradualmente, ad aprirsi alla vita stessa, alla sua imprevedibilità, e ovviamente all’amore: amore per la natura, amore per gli altri… E alla realizzazione di se stessa, come donna e come scrittrice, riuscendo a mettere sotto forma di favola tutto ciò che è riuscita a capire di se stessa e del mondo.
Sullo sfondo, ma sempre più presente e in primo piano con i suoi colori e la sua vitalità, il giardino e i fiori di mille colori e di mille forme, ricordi di un’intera vita…
Accanto a loro un divertente ma fondamentale Andrew Scott (Vernon), provetto cuoco e un po’ meno provetto aiutante in casa, e il timido e impacciato ma fantasioso e creativo Jeremy Irvine (Billy Trantor).
Distribuito da Ambi Media Italia, il film sarà nelle sale a partire dall’11 maggio.

Quello che so di lei
Un film delicato, di quelli che scaldano il cuore.
Il titolo originario francese è molto bello, “Sage femme”, “l’ostetrica”, una espressione, però, che racchiude molto di più: non solo, infatti, la bellezza di una professione che la protagonista, Claire (interpretata da una bravissima Catherine Frot) esercita con rigore ma, soprattutto, con passione e dedizione, ma anche quasi una nota caratteriale, uno spirito di saggezza, di capacità di vivere la vita che non è dato a tutti.
Accanto a lei, a farle da contrappunto, una matura e vivace Catherine Deneuve, Béatrice, non più algida e distaccata come la ricordiamo da giovane ma godereccia, brillante, desiderosa di vivere la vita fino in fondo.
Il rapporto tra le due donne sembrerebbe destinato ad una conflittualità profonda, invece a poco a poco, dopo anni di lontananza, si riavvicinano, trasmettendosi vicendevolmente i valori di una vita.
Béatrice, che anni prima aveva abbandonato improvvisamente il padre di Claire (che per questo si era suicidato), ha un cancro non curabile, e Claire a poco a poco supera il rancore che nutre verso la donna, arrivando a costruire un vero rapporto di profondo affetto, quasi di madre e figlia.
Non solo, ma nel corso di questo processo Claire si apre anche alla vita, accettando e anzi ricercando l’amore di Paul (un dolce e scanzonato Olivier Gourmet) e scoprendo che la vita può essere bella e libera.
Con la regia di Martin Provost, distribuito da Curiosa Film, “Quello che so di lei” sarà nelle sale a partire dall’11 maggio.

Royal Opera House
Situata nel cuore di Covent Garden, la Royal Opera House è uno dei luoghi più importanti della cultura inglese ed è universalmente riconosciuta come uno tra i palcoscenici più prestigiosi al mondo.
Per chi non avrà la fortuna di potersi gustare dal vivo gli spettacoli della nuova stagione del teatro londinese, Nexo Digital propone quest’anno in diretta via satellite nei cinema italiani 12 spettacoli del cartellone teatrale della Royal Opera House: 6 balletti e 6 opere che spaziano dal repertorio classico a quello contemporaneo e che verranno trasmesse in contemporanea in 1500 cinema in tutto il mondo.
La stagione si aprirà il 26 settembre con la “Norma” di Bellini per proseguire con “Così fan tutte” di Mozart (17 ottobre), il balletto “Anastasia” (2 novembre), “Les contes d’Hoffman” di Offenbach (15 novembre), lo “Schiaccianoci” di Tchaikovsky, (8 dicembre), il “Trovatore” di Verdi (31 gennaio), il balletto “Woolf Works” ispirato ai lavori di Wirginia Wolf (8 febbraio), “La Bella Addormentata” (28 febbraio), “Madama Butterly” di Puccini (30 marzo), il balletto “Jewels” con la coreografia di George Balanchine (11 aprile), il balletto “The Dream” (7 giugno), e concludersi con l’”Otello”  di Verdi (28 giugno).
La stagione della Royal Opera House è distribuita nei cinema italiani da Nexo Digital in collaborazione con Gruppo24Ore, MYmovies.it, Classica HD, Sky Arte HD, Amadeus, Danza&Danza e Danzadove, Sipario, il Corriere Musicale, British Council.