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Le rubriche

Le mostre

Costellazioni Familiari - Dialoghi sulla libertà di Gianluigi Colin
Parma, Palazzo del Governatore
Fino al 1 Dicembre 2019

E’ un viaggio del tutto emozionale quello che il visitatore percorre attraverso tutte le sale del Palazzo del Governatore a Parma, venendo a contatto con il progetto espositivo legato alla profonda ricerca effettuata da Gianluigi Colin, artista visivo, critico e cover editor de La Lettura.
Nel percorso della mostra, costituito da un prologo e quattro parti, si sviluppa un personale dialogo tra Colin e i tanti personaggi  che hanno avuto un importante riferimento culturale nel suo cammino di vita. Sono prevalentemente amici ma anche artisti, fotografi e poeti, personaggi del presente del passato. L’artista guarda alle loro opere, le reinterpreta, da’ loro nuovi significati. Non c’è nuova creazione artistica che non sia esente dalla memoria inconscia di opere del passato, recuperate anche da fotografie trovate nelle vecchie pagine dei giornali. Possono essere opere di grandi della storia dell’arte come Piero della Francesca o Seurat o lavori di contemporanei come Mimmo Paladino o Mimmo Rotella.
Rivivono nei suoi lavori, fatti di carta accartocciata, riciclata, rivitalizzata anche momenti drammatici del nostro presente. La bellissima marina che apre la mostra sotto la rassicurante immagine azzurra delle onde del mare nasconde un dramma che è svelato dal titolo, Il mare di Alan, cioè quel bimbo siriano trovato morto  nel 2015 sulla battigia di una spiaggia della Turchia.
Anche gli oggetti più strapazzati per Colin possono ritornare ad una nuova vita, forieri di nuovi messaggi. Le sue grandi opere astratte, i Sudari, sono tratte dai tessuti utilizzati per pulire le rotative dei quotidiani e rappresentano un simbolico grado zero di ogni forma di scrittura. Accanto a loro vi è una serie di altre impronte tra cui l’impronta delle mani di Antonio Recalcati sulla prima pagina del primo numero storico del Corriere della Sera, del 5 marzo 1876.
Gianluigi Colin ha accompagnato la mostra con uno speciale catalogo d’artista, realizzato in forma di quotidiano, che verrà donato a tutti i visitatori.
La mostra, curata da Arturo Carlo Quintavalle, e voluta da Luigi Capitani
di Cepim Spa, Interporto di Parma e con la collaborazione del Comujne di Parma, si inserisce all’interno delle manifestazioni di Anteprima Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020.
(GTV)       

Guggenheim. La collezione Thannhauser - Da Van Gogh a Picasso
Milano, Palazzo Reale
17 ottobre 2019-1 marzo 2020

In questa importante mostra a Palazzo Reale vengono esposti capolavori di eccezionale qualità provenienti dalla collezione Thannhauser del Guggenheim di New York. Per la prima volta giunti in Europa, dopo le tappe a Bilbao e Aix-en-Provence, concludono la loro permanenza a Milano per rientrare poi a New York.
Tale pregevole collezione fu lasciata nel 1963 da Justin K. Thannhauser, ormai del tutto privo di eredi, specie dopo la morte in guerra nel 1944 dell’unico figlio, alla Solomon R. Gugghenheim Foundation.
Justin Thannhauser era membro di una importante famiglia di ebrei tedeschi, collezionisti d’arte. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, all’inizio del 1941, i Thannhauser si trasferirono a New York. Parte delle opere rimaste in Germania furono distrutte e altre trafugate. A New York Justin continuò ad interessarsi di opere d’arte e a tenere contatti con musei e gallerie e a organizzare mostre. La sua casa di New York divenne importante luogo di incontro di eminenti personaggi del mondo dell’arte, della musica, del teatro, del cinema, tra cui Leonard Bernstein, Marcel Duchamp, Arturo Toscanini, e in particolare Pablo Picasso. 
Nella mostra sono presenti circa cinquanta opere di grandi maestri impressionisti, post-impressionisti e alcuni delle avanguardie dei primi del Novecento. Di Paul Cézanne ci sono sei opere tra cui Dintorni del Jas de Bouffan e il Bibémus. Di Edgar Degas ci sono tre splendide sculture in bronzo tra cui Danza spagnola. Di Paul Gauguin c’è il bellissimo paesaggio Haere Mai dipinto a Tahiti nel 1891. Due dipinti di Edouard Manet, Davanti allo specchio, e Donna con vestito a righe. Di Claude Monet è esposto Palazzo Ducale visto da San Giorgio Maggiore. Delle tre opere di  Vincent van Gogh citiamo Paesaggio con la neve.
E’ consistente il nucleo di opere di Pablo Picasso grande amico di Justin Thannhauser. Sono ben 13 dipinti che vanno dal 1900 al 1965 e tra questi Aragosta e gatto (1965) che fu regalo di nozze dell’artista ai coniugi Thannhauser e che riporta un’affettuosa dedica all’amico.
La mostra (catalogo Skira) è promossa dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale, MondoMostre Skira, organizzata in collaborazione con The Solomon R. Guggenheim Foundation, New York e curata da Megan Fontanella, curatrice di arte moderna al Guggenheim.
Per info: www.palazzorealemilano.it -www.mostraguggenheimmilano.it
(GTV)   

Hokusai, Hiroshige, Utamaro. Capolavori dell’arte giapponese
Pavia, Scuderie del Castello Visconteo
12 ottobre 2019-9 febbraio 2020

La mostra in corso nelle Scuderie del Castello Visconteo a Pavia presenta oltre 150 opere di autori giapponesi quali Katsushika Hokusai (1760-1849), Utagawa Hiroshige (1797-1858), Kitagawa Utamaro (1753-1806), provenienti per la maggior parte dalla Johannesburg Art Gallery. A queste si aggiungono 30 stampe di proprietà dei Musei Civici di Pavia, databili al 1856-1857, opere di Kunisada Utagawa, allievo di Toyokuni, grande maestro della tecnica ukiyo-e nell’epoca di Edo.
Queste stupende stampe policrome, per la freschezza e la semplicità delle loro forme e colori, hanno notevolmente influenzato soprattutto l’arte europea di fine Ottocento, e qui vengono messe a confronto con opere di
artisti quali Edouard Manet, Henri Toulouse Lautrec, Pierre Bonnard, Paul Gauguin, Camiller Pissarro e altri.
In mostra è possibile ammirare la celeberrima Grande Onda di Hokusai.
Le “immagini del mondo fluttuante” (le ukiyo-e) si legano alla cultura fiorita nelle città di Edo (l’attuale Tokio), Osaka e Kyoto nella seconda metà del Seicento, e realizzate con inchiostro cinese e poi colorate a mano con dei pennelli.  Nel Settecento lo sviluppo della tecnica della stampa policromatica  decretò il grande successo delle stampe sia in patria che nell’Occidente.
Nella sezione dedicata ai Maestri del paesaggio ci sono opere a soggetto naturalistico a cui guardarono molti artisti occidentali nella seconda metà dell’Ottocento. Particolarmente suggestiva è la sezione dedicata alla bellezza femminile, per l’eleganza delle forme e la ricchezza dei costumi   delle donne della società nipponica in contrapposizione alla vita delle cortigiane. E’ presente anche un ricco nucleo di stampe dedicate al tradizionale teatro Kabuki che rappresentava temi che spaziavano dal leggendario al soprannaturale, da avvenimenti storico-militari a episodi di vita contemporanea.
Catalogo: Skira
Per info: info@scuderiepavia.com – www.scuderiepavia.com 
(GTV)

William Wegman. Being Human
Lugano. Museo d’arte della Svizzera italiana
Fino al 6 gennaio 2020

I cani di razza Weimaraner costituiscono gli indiscussi protagonisti della particolare e insolita esposizione “Being Human” in corso nella sede del Museo d’arte della Svizzera italiana a Lugano.
E’ una selezione di circa cento immagini, novanta polaroid e una decina di stampe ai pigmenti, opera del celebre fotografo statunitense William Wegman, eclettico maestro dell’arte contemporanea americana. Nato nel 1943 a Holyoke in Massachusetts, vive dal 1971 in California. 
Man Ray (così chiamato in onore del celebre fotografo), Fay Ray, Penny, Bobbin, Chip, Chundo, Crooky e tante generazioni dei loro cuccioli sono stati immortalati in instantanee di unici esemplari con Polaroid di grande formato.
Attraverso ogni scatto, che è assoluta testimonianza di una eccezionale sintonia tra l’artista e i suoi cani, Wegman coglie con acume e ironia tutte le più svariate sfumature dell’essere umano, nei suoi pregi, difetti, incertezze e quand’anche nelle tendenze di moda.
Nel percorso espositivo suddiviso in capitoli, i cani interpretano i personaggi più diversi. Nella sezione People like us i cani raffigurano tipologie umane quali il dandy, il prete, l’astronauta, la signora con la permanente. In Zoo e Masquerades i Weimaraner, attraverso una maschera o un costume, assumono le sembianze di altri animali. Nella sezione Nudes il corpo agile del cane diventa struttura per composizioni astratte. Nelle foto della serie Vogue gli animali interpretano con aplomb ed eleganzail percorso della moda dal casual alla haute couture. Nella sezione Cubists i cani sono  rappresentati in equilibrio su cubi e parallelepipedi. Nell’ultima sezione Sit/Stay i cani, sdraiati o in piedi, tengono in equilibrio gli oggetti più diversi.
Questo appuntamento luganese è la prima tappa di un tour nei musei europei promosso dalla Foundation for the Exhibition of Photography in collaborazione con il Museo d’arte della Svizzera italiana.
Per info: info@masilugano.chwww.masilugano.ch
(GTV)