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Le rubriche

Le mostre

Antonello da Messina
Milano - Palazzo Reale
Foino al 2 giugno 2019

La preziosa mostra presente nelle sale di Palazzo Marino, dovuta alla collaborazione tra la Regione Siciliana e il Comune di Milano-Cultura, offre la possibilità di conoscere da vicino diciannove opere, delle 35 esistenti, di Antonello da Messina (1430 circa-1479), eccelso artista, e considerato il più grande ritrattista del Quattrocento per la sottile interpretazione psicologica dei volti sia maschili che femminili.
A causa di tragici eventi naturali o per l’incuria degli uomini, di questo artista sono rimaste scarse notizie e poche opere grazie alle quali è stato però possibile ricostruire alcuni dati della sua biografia.
La rassegna, fondandosi sui taccuini dello studioso d’arte Giovan Battista Cavalcaselle (Verona 1819-1897) che accompagnano le tele, racconta la vita e il percorso artistico di Antonello e ne segue le fasi della formazione dagli inizi in Sicilia e Calabria fino al rapporto di reciproca influenza con il mondo fiammingo e quello veneto e lombardo.  
Le opere di Antonello sono disperse in varie raccolte e musei in Europa ed anche oltre l’Atlantico, alcune hanno subito pesanti restauri che ne hanno spesso alterato la stesura originaria, altre per fortuna sono giunte a noi miracolosamente intatte.
Tra i capolavori presenti in mostra ne citiamo alcuni. La “Crocifissione”
(1460 circa) proveniente dal Museo Nazionale Brukenthal di Sibiu in Romania; il “Ritratto d’uomo” (detto anche ritratto Trivulzio) (1476) dal Museo Civico d’Arte Antica, Palazzo Madama di Torino; il celebre “Ecce Homo” (Cristo alla colonna) (1475) dal Collegio degli Alberoni di Piacenza; il ritratto di un giovane gentiluomo “Ritratto d’uomo” (1468/1470) a lungo considerato il vero volto dell’artista, proveniente dalla Pinacoteca Malaspina di Pavia; l’incantevole “Madonna col Bambino” (1475 circa) dalla National Gallery of Art di Washington; e la  “Annunciata” (1475 circa) dalla Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo. E’ quest’opera da considerarsi uno dei più alti capolavori del Quattrocento italiano. Lo sguardo assorto e il gesto della Vergine rivolto alla presenza misteriosa che le si è palesata suscitano nello spettatore una profonda emozione.
E’ presente in mostra anche un’opera firmata da Jacobello di Antonello da Messina, la “Madonna col Bambino” (1480) dell’Accademia Carrara di Bergamo. Eseguita dal figlio l’anno seguente la morte del padre è una struggente manifestazione di devozione filiale. Fu il figlio, che faceva parte della bottega del padre, a portare a termine le opere che la morte aveva impedito al “divino” genitore di completare.
Sono presentati in mostra anche 19 bellissimi disegni, di cui sette taccuini e 12 fogli, di Giovanni Battista Cavalcaselle alla cui passione artistica si deve la scoperta di Antonello da Messina e la ricostruzione del primo catalogo dell’artista.
Nel catalogo pubblicato da Skira sono presenti tutte le immagini delle opere esistenti e riconosciute di Antonello da Messina.
(GTV)     

Surrealismo Svizzera
Lugano - Museo d’arte della Svizzera italiana
LAC Lugano Arte e Cultura
Fino al 16 giugno 2019

La mostra Surrealismo Svizzera in corso presso il Museo d’arte della Svizzera italiana, organizzata in collaborazione con l’Aargauer Kunsthaus, è una grande retrospettiva sul Surrealismo Svizzero.
Con la presenza di circa un centinaio di opere, viene indagata l’influenza che il movimento ha avuto sulla produzione artistica elvetica e quale sia stato il contributo degli artisti svizzeri al movimento stesso.
Il Surrealismo, che rifiutava il predominio della ragione sulle altre attività dello spirito e dava valore all’inconscio, nato a Parigi verso la metà degli anni venti attorno alla figura di André Breton, si è sviluppato in Svizzera in maniera autonoma come alternativa culturale al quel clima conservatore che ha caratterizzato gli anni tra le due guerre.
Il percorso espositivo che inizia con due precursori del movimento, Paul Klee (1879-1940), “Marionetten” e Hans Arp (1886-1966) “Tete et coquille”, presenta anche artisti svizzeri attivi a Parigi e che hanno influenzato il movimento in Patria. Tra questi vi sono Alberto Giacometti “Fleur en danger”,”Le couple”; Serge Brignoni “Germinations”; Werner Schaad “Metamorphose in Raum”; Jean Viollier “Meditations genevoises” e “l’Èpouvantail charmeur III”.
Seguono le opere di numerosi artisti svizzeri, attivi sul territorio, alcuni riuniti in gruppi progressisti come il “Gruppo 33”, rimasto attivo fino al 1970, di cui hanno fatto parte Otto Abt e Walter Bodmer, o il gruppo “Allianz. Vereinigung moderner Schweizer Kunstler”, fondato da Leo Leuppi e al quale hanno partecipato  Ernst Maass e Hans Erni, rimasto in attività fino al 1954.
Gli artisti svizzeri hanno raggiunto meno fama rispetto a quelli che hanno avuto rapporti con Parigi o New York. Gli Svizzeri fanno vissuto il Surrealismo in maniera autonoma, lontani dai contenuti politici ma influenzati dalle grandi tensioni che hanno carattetrizzato gli anni trenta e gli anni della guerra.
Il catalogo a cura di Peter Fischer e Julia Schalberger è edito da Snoeck.
(GTV)   

Annibale. Un mito mediterraneo
Piacenza - Palazzo Farnese
16 dicembre 2018-17 marzo 2019

Annibale, il grande guerriero cartaginese che al tempo della seconda guerra punica (218 a.C.) osò sfidare Roma, torna a rivivere nei sotterranei di Palazzo Farnese, storica residenza ducale, recentemente restaurati e aperti al pubblico.
Seguendo un affascinante itinerario che si snoda tra preziosi reperti storici e artistici, provenienti da istituzioni culturali italiane e internazionali e oggetti perduti che rivivono attraverso videoinstallazioni, teche olografiche e proiezioni, viene ricostruita l’affascinante avventura di Annibale inserita nel contesto storico dell’epoca che coinvolge Roma, Cartagine e l’intera area mediterranea.
Il destino di Annibale fu segnato fin dall’infanzia quando il padre Amilcare gli fece giurare odio eterno verso Roma, come documenta lo storico greco Polibio. Annibale ebbe una profonda formazione culturale greca e punica, e un altissimo addestramento militare che lo portarono ad essere un uomo di grande cultura e un indiscusso stratega.
In mostra sono ricostruiti gli eventi chiave della sua vita e delle imprese, e di lui possiamo ammirare il bellissimo ritratto sulla moneta proveniente dalla Bibliothèque Nationale de France.
Il bozzetto preparatorio di Francisco Goya, “Annibale vincitore che rimira per la prima volta dalle Alpi l’Italia”, proveniente dal Museo del Prado di Madrid, apre al favoloso percorso del condottiero che dopo l’attraversamento delle Alpi giunge in Italia ove consegue grandi vittorie contro gli eserciti Romani nelle principali battaglie presso il Ticino, la Trebbia (nei pressi di Piacenza), il Trasimeno, e Canne.
Ad esse però seguirà il declino negli anni trascorsi nell’Italia meridionale, il ritorno in Africa e la definitiva sconfitta a Zama subita da parte di Scipione l’Aficano. La fine della potenza cartaginese segna anche il declino del grande condottiero che trascorrerà i suoi ultimi anni in esilio fino all’anno del suo suicidio nel 183 a. C.
Comunque, nonostante la sconfitta finale, il personaggio Annibale è entrato nel mito per le sue incredibili capacità strategiche, militari e politiche, coadiuvate da profonde conoscenze culturali, ispirategli anche da due grandi icone classiche come Alessandro Magno ed Eracle, di cui è esposta in mostra la copia in bronzo dell’Eracle Epitrapeizos, proveniente dal Museo Archeologico di Napoli.
In concomitanza con la mostra sono previsti eventi collaterali, conferenze, eventi teatrali e musicali e visite guidate in provincia di Piacenza nelle località legate alle gesta di Annibale.
La mostra, promossa da varie Istituzioni piacentine e con il contributo della Regione Emilia Romagna, è accompagnata da una guida con testo del curatore Giovanni Brizzi.
Orari visite: da martedì a giovedì ore 10/19; venerdì, sabato e domenica ore 10/20. Per info: www.annibalepiacenza.it
(GTV)